52 Domeniche in Romagna
 
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ITINERARIO 20 (Santa Sofia)
 
SALITA ALLE RUPI DEL MONTE TIRAVENTO
SALITA ALLE RUPI DEL MONTE TIRAVENTO
CARTA ESCURSIONISTICA CONSIGLIATA:
VAL BIDENTE E VAL DI RABBI 1:30000

Distanza: 14 km
Durata: una giornata
Periodo consigliato: da aprile a settembre
Partenza e arrivo: Premilcuore
DIFFICOLTÀ ELEVATA

La salita al Monte Tiravento rappresenta uno dei percorsi più affascinanti dell’Appennino forlivese. I calanchi, i salti di roccia e il piccolo sentiero che corre sulla cresta sono la parte più caratteristica dell’intero itinerario. Tuttavia la restante parte del percorso, i tratti di bosco nei pressi di Monte Arsiccio, il tratto che costeggia il fosso della Cavina e il lungo fiume vicino a Ponte Nuovo, meritano la medesima attenzione. L’itinerario escursionistico, da percorrere a piedi, necessita di un minimo di allenamento. Occorre tener presente la sua lunghezza, circa 14 km, e i primi chilometri in ripida salita con un dislivello di circa 600 metri. Inoltre, nei pressi del Monte Tiravento, ci si imbatte in alcuni punti pericolosi e scivolosi, in cui bisogna fare molta attenzione. Consigliata è anche una sosta nel bel paese ad architettura medioevale di Premilcuore e un bagno nelle acque pulite del Fiume Rabbi, meta affollata nelle calde giornate estive. Le sponde del fiume, infatti, sono popolate non solo dai ragazzi della zona ma anche da numerosi turisti che si allontanano dalla città alla ricerca di un po’ di refrigerio.

DA NON PERDERE
Porta Fiorentina
Monte Tiravento
Anse e cascatelle del
fiume Rabbi
Ponte Nuovo
PERCORSO
PERCORSO
Ponte Nuovo di Premilcuore
Premilcuore1, base di partenza di questo itinerario escursionistico, rappresenta una località importante per il turismo estivo dell’entroterra romagnolo.
Il piccolo e delizioso borgo, posto a 459 metri s.l.m. sulla sponda alla destra del fiume Rabbi, conserva un bel centro storico medioevale.
Nel cuore dell’abitato, sono da segnalare Porta Fiorentina, con l’annesso orologio meccanico, simbolo del paese, i palazzi Giannelli e Briccolani e, infine, l’Oratorio di San Lorenzo.
Premilcuore è apprezzata anche e soprattutto per l’ambiente naturale che la circonda e per il fiume che nei mesi estivi si trasforma in meta ideale per molti turisti.
Dall’Area Feste (ex campo sportivo comunale) di Premilcuore ci si dirige verso monte su una stradina asfaltata che costeggia i giardini pubblici cittadini, mantenendo il fiume alla destra. Dopo un breve tratto di strada e in vista di Ca’Ridolla, si lascia la carreggiata e si imbocca a sinistra il sentiero 313 - G.C.R.
La traccia si insinua all’interno di un fitto bosco e sale rapida in una serie di zig zag. In meno di 1 km si raggiunge la pendice del Monte Arsiccio, a 793 metri s.l.m.
Si continua a salire mentre il paesaggio cambia inesorabilmente aspetto: il bosco prima si dirada e poi scompare lasciando spazio ad una brulla serie di creste ripide e senza vegetazione e qualche salto di roccia.
Mano a mano che ci si avvicina al Monte Tiravento (1043 metri s.l.m.) il sentiero diviene sempre più panoramico fino a correre su una cresta con profondi calanchi che scendono sulla sinistra e sulla destra.
In certi tratti occorre prestare attenzione per la presenza di scarpate e di terreno a sdrucciolevole. L’ambiente particolarmente bello e atipico per questa area dell’ Appennino, generalmente coperta da boschi, ripaga di ogni sforzo compiuto.

Scorcio di Premilcuore
Su queste alture sono numerosi i terrazzi panoramici in cui sostare e gustarsi il colpo d’occhio che spazia sull’intera vallata.
A destra, i calanchi sfociano nel Fosso di Casa dell’ Orto. Si prosegue sempre sul sentiero 313 fino a raggiungere una strada sterrata.
A questo punto si svolta a destra e si percorre la strada forestale per quasi 3 km. Continuando lungo la via principale, si può raggiungere la strada che collega Corniolo a Fiumicello, attraverso il Passo della Braccina.
Si svolta a destra dopo circa 3 km, continuando a seguire il sentiero 311.
Dopo una prima parte pianeggiante e ampia, la traccia si fa d’un tratto ripida e scende verso il Fosso della Cavina per poi risalire e raggiungere Monte Merli, a 927 metri s.l.m.
Adesso si cammina nel fitto del bosco e in una zona umida e fresca, esposta a nord.
Lungo il percorso si incontrano nell’ordine Ca’ di Sotto e la Barcuccia, due insediamenti abitativi dell’ Alta Val Rabbi da decenni abbandonati e quasi interamente ricoperti di vegetazione.
Qualche decina di metri pianeggianti e poi il sentiero si rituffa in una ripida discesa che in circa 1 km porta a Petriccio, sulla destra orografica
del fiume Rabbi.
Da qui si piega a destra, ignorando il ponticello di fronte che permette di guadare il corso d’acqua.
L’ambiente cambia ancora: si segue infatti uno stradello pianeggiante e ombreggiato che prosegue costeggiando
il fiume (sentiero 317). È consigliata una sosta sulla riva del fiume che offre anse belle e, in questo tratto alto, poco affollate di bagnanti.
Una volta ripreso il percorso, in un paio di chilometri si raggiunge Ponte Nuovo.
L’elegante ponte in muratura ad unica arcata costruito nel 1656 scavalca una stretta gola in cui le acque del Rabbi precipitano con frastuono in un gorgo: proprio per l’assordante rumore la località viene anche chiamata Grotta Urlante.
I vicini edifici ospitavano un tempo un'antica gualchiera per il trattamento dei vestiti di lana che venivano infeltriti e resi così impermeabili.
Si oltrepassa Ca’ Ridolla e si prosegue lungo la strada già percorsa all’andata, per raggiungere Premilcuore, terminando con una sosta in paese il percorso ad anello.
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APPROFONDIMENTI

PORTA FIORENTINA E L’OROLOGIO MECCANICO DI PREMILCUORE
PORTA FIORENTINA E L’OROLOGIO MECCANICO DI PREMILCUORE
Al borgo medievale di Premilcuore si aveva accesso solo da due porte: Porta di Sotto, posta a nord e demolita alla fine del 1700 e Porta Fiorentina, rivolta a sud verso Firenze. Porta Fiorentina, tuttora esistente nella sua versione restaurata, domina Piazza dei Caduti con la sua torre alta 20 metri.
L’antica cella campanaria è sormontata da un’addizione in cemento armato a merli e beccatelli, edificata nel 1920. Sotto la cella è conservato un orologio meccanico, costruito nel 1593, dal particolare congegno meccanico. L’orologio di Porta Fiorentina è infatti composto da due massi in pietra legati a una corda di canapa, che, percorrendo la torre nella sua lunghezza, conferisce il movimento che fa ruotare gli ingranaggi dell’orologio.
L’orologio è funzionante, ma è possibile visitare la torre solo in esterno, da Piazza dei Caduti e da Largo Tre Cantoni.
Per informazioni contattare l’Ufficio Turistico di
Premilcuore: tel. 0543.956945.

MULINO MENGOZZI
MULINO MENGOZZI
Il Mulino Mengozzi si trova all’inizio del sentiero natura in località Fiumicello, un percorso alla scoperta dell’uomo e delle opere che hanno plasmato il paesaggio, poco distante da Premilcuore. È un mulino in pietra con il tetto ricoperto da lastre, come tipico in questa zona. Il molino è molto importante poiché rappresenta un unicum nella nostra zona, quindi una preziosa testimonianza per la nostra storia e civiltà. Il meccanismo del molino è basato su una ruota orizzontale in legno con pale a cucchiaio, azionate dal movimento delle acque del fiume. Al molino venivano macinati il grano e, separatamente, le castagne e altri cereali minori.
Nel secondo dopoguerra il Mulino Mengozzi venne modernizzato con una turbina per la produzione di energia elettrica, ma nel 1963, a causa dell’abbandono delle zone montane e tradizionali attività rurali, venne abbandonato. La famiglia Mengozzi nel 1993 ha deciso di attuare un attento restauro della struttura e delle sue parti meccaniche, così il molino ha ricominciato a funzionare e oggi è possibile visitarlo e assistere alla molitura di farina di grano o di castagne secche. L’edificio è costituito da tre piani: in quello interrato sta la turbina, una ruota idraulica con pale a semicucchiaio in legno di rovere; al piano superiore un albero trasmette il movimento a due grandi macine di pietra, da cui passano le farine di grano e castagne, che vengono convogliate nel matraccio, un apposito contenitore in pietra.
L’ultimo piano è destinato ad ambiente privato della famiglia.
Per contattare la famiglia Mengozzi telefonare allo
0543.86451. Per info: tel. 0543.956945.

IL GAMBERO DI FIUME
IL GAMBERO DI FIUME
Il gambero di fiume o Astacus Astacus è un crostaceo autoctono, appartenente alla famiglia degli Astacidae, simile nell’aspetto a un grillo di mare, che vive in acque purissime e ben ossigenate, in ruscelli, fiumi d’acqua dolce e canali, e raggiunge il suo massimo sviluppo intorno ai tre anni, quando arriva alla lunghezza di circa 7/10 centimetri e al peso di 90 grammi circa. È di colore bruno verdastro, ma in seguito alla cottura assume una colorazione rossiccia. Prevalentemente notturno, il gambero si nutre di vegetali, molluschi, anfibi, pesci e insetti. Oggi il gambero di fiume d’acqua dolce è molto popolare come specialità gastronomica, per via delle sue gustose carni dall’inconfondibile sapore, ma la pesca del gambero è severamente vietata poiché si tratta di una specie in estinzione quindi protetta. L’inquinamento idrico e soprattutto la diffusione della specie Aphanomyces astaci, micete originario degli Stati Uniti, che prolifera anche in situazioni ambientali compromesse, ha diffuso patologie letali per l’Astacus, che la IUNC ha quindi inserito nel libro rosso degli invertebrati. Per questo motivo è possibile gustare esclusivamente il gambero di fiume di provenienza da allevamenti specializzati.


SITI INTERNET D'APPROFONDIMENTO

www.comune.premilcuore.fo.it

 
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Data: 24/4/2014
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